La Coppa d’Africa, conosciuta ufficialmente come Coppa delle nazioni africane (AFCON o CAN), rappresenta il torneo calcistico più prestigioso per le nazionali africane maschili, organizzato dalla Confederazione calcistica africana (CAF) sin dal 1957. Nel 2025, la manifestazione si è svolta in Marocco, che ha ospitato una competizione che ha confermato la crescita e il valore del calcio africano a livello continentale e globale.
La storia e l’evoluzione della Coppa d’Africa
La Coppa d’Africa nasce nel 1957 con la partecipazione di sole quattro nazionali fondatrici della CAF: Sudan, Egitto, Etiopia e Sudafrica, quest’ultimo poi squalificato per il rifiuto di inviare una squadra multirazziale. L’Egitto si aggiudicò il primo titolo continentale, dando il via a una lunga tradizione di competizione biennale che ha visto crescere il numero di squadre partecipanti fino alle attuali 24, grazie all’introduzione nel 2019 di un sistema di qualificazione che seleziona le nazionali finaliste.
Nel corso delle 35 edizioni disputate, l’Egitto si conferma la nazionale più titolata con 7 vittorie, seguito da Camerun (5), Ghana (4), e diverse altre nazioni che hanno conquistato il titolo almeno una volta. La formula del torneo prevede una fase a gironi seguita da eliminazioni dirette, mantenendo alta la competitività e l’interesse per la manifestazione, che dal 2028 passerà a cadenza quadriennale.
La finale 2025: Marocco vs Senegal, un duello di orgoglio africano
L’edizione 2025, ospitata dal Marocco, ha visto la nazionale di casa raggiungere la finale, un traguardo minimo che il Paese si era prefissato come obiettivo. I Leoni dell’Atlante avevano già trionfato nel 1976 e si erano fermati in finale nel 2004; ora puntano a conquistare il titolo davanti al proprio pubblico, in una sfida inedita contro il Senegal, campione in carica dal 2021.
Questa finale rappresenta molto più di una semplice gara sportiva per il Marocco: è un simbolo di orgoglio nazionale e una prova generale in vista del Mondiale 2030, che il Marocco organizzerà insieme a Spagna e Portogallo. Il contesto è carico di significato anche per il Senegal, che sta vivendo una sua età dell’oro, qualificandosi al terzo mondiale consecutivo e disputando la terza finale in quattro edizioni della Coppa d’Africa.
Il match vede protagonisti calciatori di alto profilo come Sadio Mané per il Senegal, attaccante che ha già annunciato questa come la sua ultima partecipazione al torneo con l’obiettivo di portare il trofeo a Dakar. Dall’altra parte, il Marocco può contare su talenti come Achraf Hakimi, giocatore africano dell’anno in carica e Brahim Diaz, capocannoniere del torneo con 5 reti, elementi chiave che alimentano le speranze di successo della squadra ospitante.
Il ruolo crescente degli allenatori africani nel torneo
Un dato significativo emerso nella recente edizione è che tutte le quattro semifinaliste sono state guidate da tecnici africani: Eric Chelle (Nigeria), Pape Thiaw (Senegal), Hossam Hassan (Egitto) e Walid Regragui (Marocco). Questa è la prima volta nella storia della Coppa d’Africa che accade, sottolineando un cambio generazionale e culturale nel calcio africano.
Samuel Eto’o, ex campione e ora figura di riferimento nel panorama calcistico continentale, ha evidenziato come «gli allenatori africani capiscono i giocatori e la loro mentalità», un elemento che ha favorito il successo recente di selezionatori nativi, protagonisti delle ultime tre edizioni del torneo. Questa tendenza è rafforzata dal fatto che 15 delle 24 nazionali partecipanti erano allenate da tecnici africani, con 11 di queste che hanno superato la fase a gironi.
L’emergere di una nuova generazione di allenatori, composta prevalentemente da ex giocatori con esperienze nei principali campionati europei, contribuisce a una maggiore competitività e a una più profonda identità calcistica africana. Questo cambiamento si riflette anche nella qualità e nel carattere delle squadre, con un calcio africano sempre più autonomo e riconosciuto a livello mondiale.
La Coppa d’Africa continua a rappresentare un appuntamento imprescindibile per il calcio africano, capace di unire passione, storia e ambizioni future. La finale tra Marocco e Senegal si configura come un evento carico di tensione e speranze, con due nazionali che incarnano perfettamente la crescita del calcio nel continente e la volontà di affermarsi sul palcoscenico internazionale.








