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Lascia la Serie A per l’intelligenza artificiale: il calciatore investe 100 milioni nell’AI

Intelligenza artificiale
Lascia la Serie A per l'intelligenza artificiale: il calciatore investe 100 milioni nell'AI - retestadio.it (Pixabay)

La storia ci ha insegnato che chi lascia il calcio solitamente non sa cosa fare, ma non è questo il caso. Ha lasciato la Serie A per investire in IA.

Per molti calciatori, il fischio finale dell’ultima partita in carriera non rappresenta solo la fine di un percorso agonistico, ma l’inizio di una discesa pericolosa verso l’anonimato e, talvolta, il dissesto finanziario. Le statistiche sono spesso spietate: una percentuale altissima di atleti professionisti fatica a reinventarsi, sperperando in pochi anni i capitali accumulati durante le stagioni d’oro. Eppure, nel panorama contemporaneo sta emergendo una nuova classe di “atleti-imprenditori” capaci di guardare oltre il rettangolo verde, trasformando la propria immagine in brand globali e i propri guadagni in motori per l’innovazione tecnologica e scientifica.

Esempi come quello di Mathieu Flamini hanno fatto scuola: l’ex centrocampista francese ha fondato quasi quindici anni fa la GFBiochemicals, azienda pioniera nella produzione di acido levulinico, diventando un punto di riferimento nella chimica verde e nelle plastiche biodegradabili. Allo stesso modo, Gerard Piqué ha rivoluzionato il concetto di intrattenimento sportivo con la sua holding Kosmos, riscrivendo le regole del tennis e creando fenomeni mediatici come la Kings League. In questo solco di trasformazione radicale si inserisce la parabola di un altro ex rossonero, un numero dieci che a San Siro ha lasciato ricordi sbiaditi sul campo, ma che oggi sta scrivendo un capitolo senza precedenti nel mondo del venture capital e delle tecnologie di frontiera.

L’Imperatore del silicio: Keisuke Honda e la scommessa da 100 milioni

La vita di Keisuke Honda è un romanzo che ha cambiato genere a metà della sua stesura. Se a dodici anni sognava la maglia del Milan – un desiderio realizzato undici anni fa davanti a una platea oceanica di giornalisti – a trentanove anni l’ex trequartista giapponese ha spostato i suoi orizzonti verso la Silicon Valley e i distretti tecnologici di Tokyo. “Il Keizer”, come veniva soprannominato per il suo portamento e la sua ambizione, ha definitivamente abbandonato la panchina (dopo l’esperienza con la nazionale della Cambogia) per indossare i panni del finanziere d’alto bordo. Oggi Honda è a capo di X&KSK, un fondo di venture capital capace di raccogliere oltre 94 milioni di euro (15,3 miliardi di yen), e ha consolidato la sua presenza globale attraverso la Dreamers VC, fondata insieme alla star di Hollywood Will Smith.

Keisuke Honda

L’Imperatore del silicio: Keisuke Honda e la scommessa da 100 milioni – retestadio.it (foto: profilo X Honda)

La vera svolta è arrivata però con l’investimento massiccio nel settore dell’Intelligenza Artificiale. Honda ha recentemente staccato un assegno da 100 milioni di euro per sostenere startup impegnate nello sviluppo dell’IA, con un obiettivo che definire ambizioso è riduttivo: creare in Giappone un’azienda privata con un valore di mercato superiore ai 10 miliardi di dollari. L’ex rossonero ha ammesso apertamente che il suo passato nel calcio è stato il miglior biglietto da visita per chiudere affari che altrimenti sarebbero stati preclusi, dimostrando una lucidità imprenditoriale rara. Nonostante la nuova veste da magnate della tecnologia, Honda non ha perso i tratti distintivi che lo resero un’icona di stile a Milano: la passione per l’alta orologeria e la moda rimangono parte integrante della sua immagine pubblica, quasi a voler sottolineare che, anche tra algoritmi e startup, l’estetica dell’Imperatore non tramonta mai.

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