Grave lutto nel mondo del calcio italiano, se ne va un pezzo importante di una squadra storica. I tifosi piangono tutte le loro lacrime.
Il calcio professionistico italiano, in questi primi 2 mesi del 2026, ha già ricevuto tante batoste e notizie sgradevoli. Al di là di episodi molto tristi da vedere ma non letali come il lancio del petardo contro Emil Audero in Serie A o altre liti, aggressioni e risse nelle serie minori, siamo purtroppo di nuovo a tu per tu con una serie di lutti che colpiscono calciatori professionisti, ritirati.
In queste ore, il calcio molisano ha ricevuto una notizia davvero brutta. Infatti, si è spento un componente importantissimo di quella che è stata una formazione Granata forse meno famosa del Torino dei record e degli scudetti, ma per cui esiste un amore altrettanto forte in provincia di Agnone, piccola frazione di Isernia dove il calcio rimane lo sport preferito dei numerosi abitanti.
Un giocatore in pensione da anni, molto amato dai suoi concittadini e dai tifosi che l’hanno visto in campo ai tempi della sua carriera professionistica, si è spento improvvisamente. La comunità ed i suoi cari sono ovviamente sconvolti ma è impossibile per il mondo del calcio italiano tutto non sentirsi toccato nell’emotività per quanto è accaduto.
Addio ad Andrea Russo: il calcio molisano in lutto
La squadra del comune molisano, la Polisportiva Olympia Agnonese, gioca oggi in Serie D dove ha mantenuto la sua storica divisa Granata, come accennato prima, molto simile a quella del Torino di Serie A. Un vero pilastro di quel team che riuscì anche a salire fino in Serie C2 negli anni 80 è stata Andrea Russo, calciatore classe 1953 che si è purtroppo spento in queste ore, giocatore che sapeva destreggiarsi tra difesa e centrocampo allo stesso modo.

Un lutto insostenibile – www.Retestadio.it
Russo è stato una bandiera del team Granata sopratutto in una storica stagione, quella del 1984-1985 in cui sono state centrate ben 14 vittorie di fila, un record mai pareggiato dalla squadra. Si narra che per trattare la sua acquisizione, i vertici della società rimasero in riunione fino alle 3 di notte cercando l’ingaggio, storie di un calcio di altri tempi, che in parte Russo porta con se.
Nonostante il ritiro il giocatore era rimasto molto vicino agli ambienti della squadra e della curva del team di Agnone, non rinnegando mai la società che gli aveva dato così tanto dal punto di vista sportivo ma anche umano.








