Il racconto del famoso calciatore svela un retroscena terribile. E’ il momento peggiore del Milan, ma pochi lo avrebbero potuto immaginare.
Con un ricchissimo assortimento di scudetti, coppe italia, Champions League e supercoppe, è ovvio che il team del Milan, i Diavoli Rossi come furono soprannominati dal loro storico primo capitano Herbert Kilpin sia considerato ancora oggi una delle squadre più importanti e leggendarie del mondo del calcio, non solo italiano, non solo europeo ma mondiale.
Anche una grande squadra come questa, tuttavia, ha avuto i suoi momenti oscuri. Già la scorsa stagione non è andata proprio benissimo costringendo la società a richiamare Massimiliano Allegri, che dieci anni fa si era separato dal team in modo burrascoso, per riprendere le redini di un team ormai sotto tono. La situazione è migliorata e oggi, i rossoneri sono secondi in classifica.
I rossoneri però forse non hanno mai superato uno smacco molto grave. Parlando di momenti neri per una squadra italiana, il 2005 è stato forse l’anno più duro da sopportare per la squadra. Infatti, pur se nel suo periodo d’oro, l’epoca Berlusconi in cui il team annoverava alcuni tra i calciatori più forti del mondo, quell’anno, in un indimenticabile maggio, il Milan penò la sua sconfitta peggiore. Anzi, a dirla tutta, fu un pareggio.
Ambrosini ricorda Istanbul: nessuno poteva immaginarlo
In una sconvolgente finale contro il Liverpool – abituato a questi scherzi dato che negli anni 80 aveva vinto contro la Roma allo stesso modo – il Milan si vide rimontare ben 3 gol dagli inglesi prima di perdere ai rigori, grazie all’eroe di giornata, il portiere polacco Jerzy Dudek che parò ben 3 rigori grazie ad uno strano “balletto” che sembrò deconcentrare anche i migliori rigoristi dei rosso neri.

Le assurde rivelazioni di Ambrosini! (MassmoAmbrosini Instagram) – www.Retestadio.it
Massimo Ambrosini, ex calciatore che non scese in campo in quel match ma era allo stadio, racconta oggi un retroscena inaspettato su quella partita maledetta che, se vinta, avrebbe dato al Milan la sua ottava Champions League, in senso assoluto. “Io, Inzaghi e Brocchi siamo in tribuna in divisa. Sul 3-0, io che avevo fatto il goal decisivo in semifinale contro il PSV, potete immaginare come mi sentivo”, racconta il giocatore. I tre decidono quindi di indossare la maglietta del Milan perché, se avessero vinto come sembrava ovvio, sarebbe stato brutto apparire nelle foto dei giornali in giacca e cravatta, anziché con la tenuta del Milan.
“Io sono nel bagno e sento cosa succede. Sentiamo Gattuso che urlava con Pirlo, Sandro Nesta che dice di stare calmi, e poi arriva il mister che dice ‘basta! Sedetevi che ci sono due o tre cose fare'”, racconta Ambrosini che, mentre si stava cambiando, ha assistito ad una lite tra Carlo Ancelotti ed alcuni giocatori. Segno che anche sul 3-0, c’erano delle tensioni in campo che hanno portato la squadra a farsi rimontare e perdere.
Insomma, qualche tensione c’è stata, nell’intervallo della partita. E Ambrosini, col senno di poi, si pente di essersi cambiato pensando già ai festeggiamenti: “Col senno di poi, non mi ha portato molta fortuna”. Un vero peccato. Ma qualche anno dopo, grazie a Gilardino e Inzaghi, il Milan si rifarà alla grande. Anche se lo smacco turco non è mai davvero passato al team italiano.








