Un terremoto nel calcio italiano, bilanci falsati e penalizzazioni ulteriori in vista. Per il club il futuro sembra davvero inesistente
Il momento del calcio italiano non è dei migliori, con squadre sempre meno potenti dal punto di vista economico e che rischiano di perdere il treno delle big europee. Tuttavia, se ai piani alti la situazione è difficile, ma pur sempre solida, nei piani più bassi del professionismo gli scenari appaiono sempre più apocalittici.
Una società, in particolare, ora dovrà fare i conti con una situazione complessa a seguito di bilanci falsati, che possono stravolgere completamente gli scenari del club italiano: le penalizzazioni a cui è costretto a sottostare rende la questione ancora più drammatica e difficile da contrastare.
Bufera nel calcio italiano, una società rischia grosso: penalizzazione pesante
Non è raro infatti vedere squadre di Serie C fallire o soffrire di gravi problemi economici che ne impediscono la partecipazione e l’iscrizione al campionato, lasciando spazio alla partecipazioni delle squadre B. Ultima, ma solo in ordine di tempo è la situazione della Triestina, che oggi ha scritto un nuovo, desolante, capitolo.

Bufera nel calcio italiano: una società rischia grosso (Foto IG @u.s.triestinacalcio1918) – Retestadio.it
Dopo un 2025 terribile e complesso, il 2026 della Triestina si apre se possibile ancora peggio, una situazione ai limiti del disastroso che non aiuta il movimento calcistico italiano. I friulani infatti, hanno già subito una serie di pesanti penalizzazioni per un totale di 23 punti per violazioni amministrative, tra cui la mancata regolarizzazione di contributi INPS e ritenute IRPEF e adesso la loro situazione potrebbe incredibilmente precipitare ancora di più.
Come riportato dall’ANSA, infatti, negli scorsi giorni c’è stata infatti una perquisizione nella sede del club da parte della Guardia di Finanza di Trieste, su delega dalla Procura della Repubblica. Da questa operazione sarebbero emerse somme di denaro sospetto a partire da quello convogliato nel 2023 da una società romana che avrebbe riversato a Trieste liquidità derivante da finanziamenti ottenuti dalla Banca Progetto, successivamente commissariata.
Un momento drammatico per una società che ha già subito colpi durissimi da digerire e che dopo i fallimenti del 2012 e del 2016, non vuole andare incontro allo stesso destino. Tuttavia, il destino sembra però difficile da evitare, tra le opzioni sul tavolo c’è la possibilità che si inneschi la procedura per una liquidazione giudiziale della società. Ora la paura per il futuro è tangibile e per il club alabardato sembra sempre più in bilico.








