Campionati Esteri

Vergogna Cristiano Ronaldo, rabbia in Arabia Saudita: spunta la verità

Ronaldo polemiche in Arabia
Cristiano Ronaldo sciopero e polemiche: spunta l averità (Foto IG @ronaldo - retestadio.it)

Cristiano Ronaldo sempre più lontano dall’Arabia: il caso scuote la Saudi Pro League e riapre il dibattito, emerge la verità.

Quando si parla di Cristiano Ronaldo, infatti, non si parla mai soltanto di calcio. Si parla di potere mediatico, di equilibri economici, di visibilità globale. Senza ombra di dubbio, ogni sua scelta ha un peso che va ben oltre i novanta minuti. E anche questa volta il nome del portoghese è tornato al centro della scena internazionale, alimentando un dibattito che coinvolge dirigenti, tifosi e addetti ai lavori in ogni angolo del pianeta.

Negli ultimi giorni qualcosa si è incrinato, qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava solido. L’avventura araba di Ronaldo era stata presentata come un progetto ambizioso, quasi rivoluzionario. Una missione per accendere i riflettori su un campionato che, prima del suo arrivo, viveva lontano dai radar del grande pubblico europeo. E in effetti, bisogna dirlo, l’effetto CR7 si è visto eccome. Stadi pieni, sponsor internazionali, diritti televisivi in crescita. Però adesso il clima è cambiato e le tensioni sono diventate evidenti.

Ronaldo contro la lega araba: ecco la verità

Il conflitto tra Cristiano Ronaldo e la lega saudita ha attirato gli occhi di tutto il mondo del calcio. Non si tratta soltanto di una questione tecnica o di risultati sul campo. Alla base, secondo quanto filtra, ci sarebbe una frattura più profonda legata alla gestione della competizione. Sia l’Al Nassr che l’Al Hilal sono controllati dal Fondo sovrano saudita, il PIF, e Ronaldo avrebbe espresso dubbi sul fatto che le dinamiche interne non siano sempre equilibrate. Il sospetto, mai dichiarato apertamente ma percepito con forza, è che alcune decisioni possano favorire di volta in volta determinati club.

Ronaldo polemiche e addio

Il mondo del calcio si schiera con Ronaldo (Foto IG @ronaldo – retestadio.it)

Un malessere che avrebbe portato a gesti clamorosi. CR7 non ha preso parte alla sfida contro l’Al Riyadh e non si è allenato nei giorni precedenti, avvisando la dirigenza del suo club e i vertici della Saudi Pro League della sua intenzione di valutare seriamente l’addio. Una presa di posizione forte, che ha inevitabilmente scatenato reazioni a catena. Nel contratto del fuoriclasse portoghese, in scadenza nel 2027, è presente una clausola rescissoria da 50 milioni di euro. Una cifra importante ma non proibitiva per alcuni club europei, con le società turche che, secondo TalkSport, avrebbero già iniziato a monitorare la situazione in vista della prossima estate.

Il dibattito, però, non si è fermato ai confini sauditi. A intervenire è stato anche Toni Kroos, ex compagno di squadra di Ronaldo ai tempi del Real Madrid. Nel podcast Einfach mal Luppen, condotto insieme al fratello Felix, il centrocampista tedesco ha espresso una posizione netta e senza troppi giri di parole. “La lega saudita è un fenomeno strano. Nessuno ne aveva sentito parlare prima dell’arrivo di Cristiano Ronaldo, e ora mancano di rispetto all’uomo che li ha messi sulla mappa mondiale. Se Cristiano se ne va domani, questa lega perderà tutto il suo fascino. Senza Ronaldo, nessuno guarderebbe la lega saudita,” ha dichiarato Kroos.

Parole pesanti, che hanno ulteriormente acceso la discussione. Perché al di là delle dinamiche interne, resta un dato evidente: Ronaldo ha rappresentato il simbolo della rivoluzione calcistica saudita. E se davvero dovesse decidere di fare le valigie, l’impatto sarebbe enorme, sia sul piano sportivo che su quello mediatico. Il futuro è ancora tutto da scrivere, però una cosa è certa: quando Cristiano Ronaldo si muove, il calcio mondiale si ferma a guardare.

Change privacy settings
×